Il Cambiamento

Tutte le mattine un cittadino si alza pensando a tutto ciò che deve e vorrebbe fare:
Yoga, meditazione, una doccia fredda per partire bene e con la carica, una colazione nutriente con spremuta d’arancie e nulla più.
Andare al lavoro rilassato e non farsi prendere da stress e frenesia, perchè ha deciso
di cambiare, di esser più felice.
Ogni mattina si alza alle sei meno un quarto per fare tutto questo, ma rimanda sempre al giorno dopo, riaddormentandosi, svegliandosi alle 7 e correndo al lavoro in ritardo, trovando solo il tempo per una brioche al volo di cui appena ne assapora il gusto.
E ogni sera torna a casa, stanco e stressato e pensa “bene, adesso mi dedicherò a me stesso, mi farò la doccia fredda che questa mattina non ho fatto, per togliere la stanchezza e poi mi rilasserò con una bella meditazione”.
Ma dopo la cena è troppo stanco e si ritrova a letto pensando “quando sarò in pensione mi comprerò una casetta in montagna e sarò felice e sereno”.
Le mattine si susseguono sempre uguali: l’uomo si sveglia, rimanda ciò che vuol fare, va al lavoro. Torna casa, mangia, dorme.
Finchè un giorno, mentre cammina verso la stazione, un vecchio lo ferma e gli chiede
“mi scusi sa che ore sono?” “non saprei, mi scusi sono in ritardo”.
E poi viene fermato un’altra volta, da una donna che vorrebbe fargli delle domande. Lui risponde “non ho tempo”. E mentre si allontana sente le parole che gli dice la donna “Se corre così veloce non avrà mai tempo.. nemmeno per vivere.”

La sera torna a casa stanco come sempre. E come sempre nel letto pensa.
“cosa sto facendo? non sto costruendo niente, non sto nemmeno vivendo”.

Il mattino dopo si alza, è stanco, non ha nemmeno voglia di andare a lavorare.
Si siede sul letto e chiude gli occhi. Inizia a fare qualche respiro profondo. E quando riapre gli occhi è ancora presto. Con calma fa una bella doccia, beve la spremuta che da tempo rimanda.
La sera torna a casa e decide di leggere di guardarsi un film e poi dormire.
Il giorno dopo fa anche yoga. Il giorno dopo ancora trova il tempo di farsi una passeggiata e quello dopo ancora esce con amici.
Una sera, sul letto inizia a pensare a quante cose si è perso..e inizia a pensare che non vuole più perdere la vita. Inizia a pensare che non vuole aspettare la pensione per la sua casa in montagna..
E allora, inizia a cambiare.

Arte senza logica

Questo è il mio primo vero dipinto. E’ un astratto 😀 sì… ma cos’è un astratto?
L’astrattismo è una tecnica che si è sviluppata nei primi anni del ventesimo secolo. Come dice la nostra amica Wikipedia “l’astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori”.
Insomma, è qualcosa di veramente personale. Per questo lo definisco il mio primo dipinto, perché è qualcosa che è venuto da dentro..che non ho copiato da immagini o altro.
Farlo è stato bellissimo, perché non sapevo nemmeno io cos’avrei fatto.. ho solo tracciato due linee a matita e poi ho iniziato a colorare, scegliendo i colori come sentivo. I colori che mi ispiravano. E alla fine..è uscito questo. E ho capito cosa vuol dire disegnare davvero..

Quello a sinistra è fatto ad acrilico, mentre l’altro che si vede un po’ di emme.. è quello a matita… dal vivo è meglio, in foto sembra na schifezza però è carino fidatevi di me 😀 Bè adesso vi lascio con questa specie di poesia che mi è uscita pure questa senza pensare, quindi non so…non è che si capisca molto 😀 Ma il bello della poesia, dell’arte e della musica, è che non bisogna ragionarci troppo. Per fare arte non puoi permettere alla tua mente di intromettersi. L’arte va d’accordo solo col cuore e per capirla.. puoi usare solo l’anima e avolte.. vi dirò..non bisogna neanche cercare di capire..ma solo sentire.

Il cielo, non l’ho mai visto con questi occhi
Prima sembrava diverso.
Ora lo vedo davvero.
I fiori.. sembra la prima volta che li vedo.Sono mai stati così belli?
Luci mai viste e radici nascoste.
Casa.
Mi aspettano,
Continuate ad aspettarmi..arriverò.
La strada è lunga, ma la musica mi accompagna..
Perciò non mi perderò.
Le radici sono profonde, spero che quest’albero cresca fino a toccare le stelle ed il cielo.
Dentro al suo cuore sarà la mia casa.
Sì…arriverò.